
di: facebook on aprile 2nd, 2010
“Abbiamo fatto un miracolo, eravamo presenti solo in quattro regioni, non abbiamo avuto un euro da investire, nessuna copertura mediatica e abbiamo fatto un investimento coraggioso. Le elezioni regionali dimostrano che c’è spazio per un terzo polo che ambisca a diventare primo”. In una conferenza stampa, Francesco Rutelli, Bruno Tabacci, Linda Lanzillotta e Franco Bruno illustrano come l’Api abbia ottenuto il 4,2% in Basilicata, il 2% nelle Marche, il 3% in Campania e il 2,22% in Calabria. “Nelle condizioni date è un risultato notevolissimo”, ha detto Rutelli, che ha sottolineato come in diversi comuni capoluogo come Potenza, Benevento, Caserta, Salerno e Cosenza, Alleanza per l’Italia ha ottenuto percentuali tra il 10,8% (Cosenza) e il 15,6% (Potenza). “Il voto infatti dimostra ancora una volta che il bipolarismo non funziona, il Pd ha una vocazione minoritaria” e la destra è sempre più condizionata dalla Lega, “il cui federalismo va chiarito”, ha detto Bruno Tabacci, “se sono per un federalismo sano, che unisca e non spacchi il Paese, perché si sono opposti alla riforma dei servizi di Linda Lanzillotta, perché si arenano quando si tratta di abolire le province?”.
”Al Sud – ha proseguito Rutelli – abbiamo ottenuto molti voti senza preferenza, voti di opinione, in un contesto dove solitamente si mette la preferenza. In alcune zone della Campania metà dei voti che erano della Margherita sono venuti a noi. L’obiettivo per la costruzione del nuovo soggetto e’ intercettare gli scontenti dell’attuale assetto politico. E fare breccia nell’elettorato che, per ora, non sceglie e si astiene. L’astensione di massa infatti indica un’insoddisfazione profonda che una nuova offerta politica ha il compito di intercettare”.
“L’insoddisfazione – ha proseguito Linda Lanzillotta – è stata così forte che anche chi è andato a votare lo ha fatto turandosi il naso. Aver dimostrato la nostra potenzialità indica che il movimento avrà forza espansiva: se vedi un’alternativa, ti rivolgi a un’altra forza politica. Saremo una forza aggregante molto forte”.
Dati alla mano nelle quattro regioni in cui Api era presente, aggiungendo i voti dell’Udc si arriva quasi sempre sopra il 10%. “Questo la dice lunga sulle potenzialità di un terzo polo. Ovviamente un terzo polo che vuole diventare il primo”.
“I voti Api – ha concluso Tabacci – sono ancora pochi. Ma importanti”.